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Versilia terra di artisti, scrittori e cultura

VERSILIA: TERRA DI ARTISTI, SCRITTORI E CULTURA.

 

 Studiando i poeti romantici inglesi e la Versilia, abbiamo voluto approfondire il rapporto tra questo    tema e gli artisti contemporanei e non, documentandoci su internet e nell'archivio del quotidiano

 “Il Tirreno”.

 

Immaginate un posto speciale tra mare e monti, isolato dal clima caotico delle grandi città, con spiagge mozzafiato, palazzi d'epoca in puro stile liberty e numerosi spazi verdi dove la mente può prendersi una pausa. La Versilia è un mix di tutto questo, di sensazioni e conoscenze, di cultura e di svago, un territorio quasi sospeso nel tempo che nel corso dei decenni ha fornito riparo per numerosi artisti e letterati di tutto il mondo, in cerca di un luogo ideale dove far riposare la mente e allo stesso tempo dedicarsi alle proprie passioni.
In queste terre è nato il premio Nobel per la letteratura Giosuè Carducci, inimitabile poeta che spesso cantò nelle sue rime le bellezze della sua Toscana, mentre il vate d'Italia Gabriele d'Annunzio vi soggiornò a lungo, e forse la sua “Pioggia nel pineto” (si tratta della pineta del Parco della Versiliana ), uno dei massimi vertici della poesia decadente, è, allo stesso tempo, la descrizione migliore, più elegante e più sentita delle attrattive paesaggistiche del litorale versiliese.
Una linea di terra, sole e mare prediletta dallo scultore colombiano Fernando Botero: a lui si devono le gigantesche sculture di toreri, guerrieri e di uomini e donne extra-large. Lo stile personalissimo di Botero, completamente controcorrente  ha creato un tratto distintivo che negli anni ha visto aumentare il suo valore. Botero aveva scelto proprio Pietrasanta, si affidava infatti ad una fonderia locale per produrre le sue opere gigantesche e per l'estate soggiornava nella sua casa fra gli ulivi poco sopra la sua amata Pietrasanta.
Lorenzo Viani, pittore e scrittore italiano, trascorse la sua infanzia a Villa Reale a Viareggio, dove suo padre era al servizio di Don Carlos di Borbone. Carattere introverso e speculativo, sin dall’infanzia Viani fu attratto dalla natura aspra della Versilia, e non è arduo pensarlo come un novello Barone Rampante, intento a esplorare la darsena della natia Viareggio, le pinete e i boschi del retroterra, allora regno incontrastato e quasi fiabesco di quei personaggi ai margini che ispirarono la sua pittura esistenziale, mirabile strumento per indagare il mistero dell’uomo, con quella sofferenza che appare ineluttabile, sorte predestinata dal volere della Natura che lega l'uomo a un determinato territorio.
Durante gli ultimi anni della sua vita, Galileo Chini, visse principalmente in Versilia, a Fossa Dell'Abate (oggi Lido di Camaiore ) dov'era proprietario di una bellissima villa (costruita in stile Liberty), che è, ad oggi, il "Club I Pini Hotel", e all'interno del quale potrete ancora trovare alcune delle sue pitture e dei suoi lavori. 
Nelle terre limitrofe alla Versilia (Forte dei Marmi ed entroterra versiliese ) hanno soggiornato anche il celebre Henry Moore e Anna Papa: entrambi avevano casa nei dintorni, alcune loro opere campeggiano in illustri giardini di facoltosi imprenditori milanesi che  potevano permettersi di acquistare le loro opere a prezzi già esorbitanti finchè erano in vita gli scultori stessi, improponibili ora che sono deceduti. 
Lo stesso dicasi per il celebre Igor Mitoraj, superbo pittore e scultore, deceduto di recente, a lui dobbiamo le figure di parti anatomiche riprese dall'antica arte ellenica e di donne e uomini le cui sembianze sono sempre “velate” da sapienti drappeggi.
La terra Versiliese non mancò di influenzare il celebre poeta inglese Percy B. Shelley .Shelley morì durante un viaggio in mare da Livorno a Spezia, la sua barca venne colta da tempesta nei pressi di Viareggio, fu cremato secondo le sue disposizioni proprio  sulla spiaggia di Viareggio. Perfino Giosuè Carducci scrisse la poesia “presso l'urna di Shelley” dove lo definisce “spirito di Titano entro virginee forme”esaltando così la sua forza poetica e la forma delicata del suo scrivere. 
“Last but not Least” come dicono gli Inglesi, come non citare i celebri Thomas Mann e Aldous Huxley incantati dalle spiagge della Versilia? Narrano i biografi che Thomas Mann amava ammirare le Apuane dal pontile di Forte dei Marmi (che siano state loro ad ispirargli la sua opera più famosa “la montagna incantata”? ) Mentre si dice che Aldous Huxley arrivasse vicino alle spiagge all'imbrunire direttamente in pigiama, per non farsi riconoscere in quanto durante i suoi soggiorni versiliesi non disdegnava il buon vino e spesso non era in sé.

 

Insomma, la Versilia è tutto questo ma anche di più, qualcosa in evoluzione, come la recente opera “N'uovo” dell'artista georgiano Prasto...posta nella pineta della Versiliana sembra suggerire...”qualcosa di ...nuovo”.

 

Riportiamo qui, prorpio l’intervista a Vazha Mikaberidze, in arte Prasto, tenuta da suo figlio Matteo Mikaberidze che  è uno dei nostri giornalisti, nonché un nostro compagno di classe:

 

-Why did you decide to become an artist?

“I did not decide it, I just did it.

I’ve always liked doing artistic things, especially modelling, portraits etc..

I graduated in the Georgian Academy of Fine Arts.

Everything has started naturally and my parents have been really helpful.”

 

 

-Why did you choose to live in Pietrasanta?

“It wasn’t a choice, it was accidentally, I was studying in Florence in a private Academy where the principal had a commission in Pietrasanta and for different reasons I had the duty to finish it.

While I was working, I was impressed by the artisans and the artistic abilities of Fonderia Massimo Del Chiaro.

Later I was given another commission from the Georgian Minister of Culture and starting from that period I decided to move here.”

 

 

-Who or what is your inspiration?

“Nature, but speaking about art, Naum Gabo, Constantine Brancusi, Isamo Noguci and Alexandre Calder.”

 

-What about Versilia with its sea and mountains, is it a source of inspiration for you?

“Enormous to be honest, they're probably the biggest source of inspiration”

 

-How did you come up with the concept of the “egg” in balance?

“One day, it was 1992, I was working in my studio in Georgia I had a flash idea: I grabbed an egg, I emptied it and then I filled it on the front with lead balls.

I felt suddenly the fragility and the emotion of what I had created, so I did a bigger one”.

 

 

-How do you plan your sculptures?

“I make sketches on my sketchbook, always.”

 

 

-Are you gonna have an exhibition anytime soon?

“Hope so, in Georgia, during October inside the National Museum”.

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