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Tra scuola e storia: La nostra prima volta al Quirinale

TRA SCUOLA E STORIA

La nostra prima volta al Quirinale

 

Il presidente Sergio Mattarella, consentendo l'apertura al pubblico del palazzo del Quirinale, ha dato avvio ad un processo di ricerca e di identificazione tra cittadinanza e cariche istituzionali. I Comuni, e quindi anche il nostro di Forte dei Marmi, hanno accolto l'invito e il 24/04/2018 è stata data l’opportunità ad alcuni studenti del liceo  scientifico Michelangelo (tre per classe e due riserve) di visitare le stanze della dimora del Capo dello Stato, accompagnati da una guida locale. La presidente del consiglio comunale, la Sig.ra Simona Seveso, ha accompagnato personalmente la nostra delegazione insieme alle  prof.sse Maria Amelia Mannella, Marta Signorini e alla vicepreside dell'Istituto prof.ssa Roberta Lari. L'esperienza è stata resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Vittorio Veneto.

 

Notizie storiche.

 

Il Palazzo del Quirinale è un palazzo storico di Roma, posto sul settimo colle ( il più alto di tutti ) e affacciato sull'omonima piazza.È uno dei simboli dello Stato italiano essendo stato dal 1870 la residenza ufficiale del Re d'Italia e dal 1946 del Presidente della Repubblica italiana. Costruito a partire dal 1583, è uno dei più importanti palazzi della capitale sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista politico: alla sua costruzione e decorazione lavorarono insigni maestri dell'arte italiana come Pietro da CortonaDomenico FontanaAlessandro SpecchiFerdinando FugaCarlo MadernoGiovanni Paolo Pannini e Guido Reni. Attualmente ospita anche un ampio frammento d'affresco di Melozzo da Forlì.

Il Palazzo si impose, soprattutto a partire dal pontificato di Paolo V Borghese, come residenza stabile dei papi, grazie anche alla sua posizione (il Quirinale ha ospitato 30 papi, da papa Gregorio XIII a papa Pio IX). Con il colle del Quirinale i papi erano in più agevole contatto con le sedi delle congregazioni pontificie in cui la Curia si era articolata negli ultimi decenni del Cinquecento. Il Quirinale divenne così di fatto la residenza del pontefice nella sua qualità di sovrano, complementare a quella del Vaticano, che costituiva la sede del papa vescovo.

 

Non essendo ancora formato il Governo e in assenza di un nuovo Presidente del Consiglio,  alcune stanze non sono state accessibili agli Studenti, come ad esempio il suo Ufficio ; è stato comunque possibile visitare alcuni  interni ed esterni tra cui:

 

-IL CORTILE DEL PALAZZO DEL QUIRINALE, si trova all'interno del complesso del Quirinale, i palazzi dovevano essere la residenza estiva dei Papa e furono edificati sui precedenti giardini del Cardinale Ippolito d'Este,  i lavori furono avviati nel 1573  da Papa Gregorio XIII, lavori che si protrassero per più di un secolo e mezzo dal 1573 al 1740. Tra gli architetti che vi contribuirono : Gian Lorenzo Bernini, Carlo Maderno, Domenico Fontana. I lavori iniziarono con l'ampliamento della piccola villa ad opera dell'architetto di fiducia del Papa,  Ottavio Nonni detto il Mascherino, con l'edificazione dell'elegante facciata, del portico, della loggia, dell'appartamento nobile di papa Gregorio XIII e della piccola torre belvedere. Papa Sisto V fece edificare dall'architetto Domenico Fontana la lunga ala verso la piazza del Quirinale, e l'edificio lungo la antica via Semita, che fu chiamata anche strada Pia, ed oggi via del Quirinale, con il grande cortile porticato e la galleria dove si trova il grande orologio. Papa Paolo V Borghese, fece dare al palazzo la struttura che anche oggi vediamo, i lavori furono eseguiti dall'architetto Flaminio Ponzio Lombardo, che edificò un'ala verso il giardino, lo Scalone d'Onore, la grande Sala del Concistoro, oggi Salone delle Feste,  e la cappella privata del Papa,  della Annunziata, fatta affrescare da Guido Reni.

-IL SALONE DEI CORAZZIERI fu costruita da Paolo V su progetto di Carlo Maderno nei primi anni del XVII secolo. Di quell'epoca si conservano ancora il prezioso soffitto a cassettoni e la pavimentazione marmorea riproducente lo stesso disegno geometrico del soffitto, mentre il grande fregio in affresco nella parte superiore delle pareti fu realizzato nel 1616 dai pittori Agostino TassiGiovanni Lanfranco e Carlo Saraceni. Della stessa epoca le grottesche degli sguinci delle finestre di Annibale Duranti. Sotto il fregio, Gaetano Lodi nel 1872 dipinse gli stemmi dei principali comuni d'Italia. Del Seicento è anche il portale doppio che introduce alla cappella Paolina. Il salone è impreziosito anche da una serie di arazzi settecenteschi, quattro di scuola francese, gli altri tessuti a Napoli.

-LA SALA GIALLA, assieme alle due seguenti, formavano un unico ambiente suddiviso in epoca napoleonica. Con l'occasione, furono murate tutte le finestre verso il cortile e distrutta gran parte degli affreschi seicenteschi di Pietro da Cortona, con l'eccezione di alcune scene bibliche, tratte dall'Antico Testamento, nella parte alta delle pareti. Gli elementi ornamentali frapposti alle scene bibliche risalgono al periodo di Pio XI. Di epoca napoleonica il camino del 1812.Ricchissimi gli arredi, tra cui quattro splendidi arazzi francesi, tre grandi consolles ottocentesche e tre vasi in porcellana del XVIII secolo.

-LA SALA DI AUGUSTO,  così chiamata per via della presenza del busto di quest’ultimo. Fino a metà del 900 l'ambiente era indicato come Sala del trono, perché papa Pio IX e poi i Re d’Italia avevano destinato la stanza a questo uso.In questo ambiente, nel 2005 furono recuperate sia le decorazioni dell'epoca di papa Alessandro VII (in realtà solo parzialmente), sia le cinque finestre che danno sul cortile interno. In alto continua la serie di scene dell'Antico Testamento iniziata nella Sala gialla, mentre il soffitto, che mantiene il disegno originale seicentesco con cassettoni a forma di croce greca, fu ridecorato l'ultima volta nel 1864.Tra i ricchissimi arredi della sala, da menzionare la pendola da mensola del maestro orologiaio parigino Denis Masson, risalente alla prima metà del Settecento.

-LA SCALA DEL MASCHERINO, creata per agevolare l’anziano papa a salire le scale. Celebre scala elicoidale edificata tra il 1583 e il 1584 su progetto di Ottaviano Mascherino, è caratterizzata da coppie di colonne in travertino che accompagnano l'andamento delle rampe a pianta ellittica. È coronata da un lucernario, ellittico anch'esso. Era la scala d'accesso al nucleo più antico del Palazzo e conduceva agli appartamenti dei pontefici, ai quali si poteva accedere direttamente a cavallo data la bassa ripidità dei gradoni della scalinata.

-LA SALA DEGLI ARAZZI DI LILLA. Il nome di questa sala deriva dai cinque arazzi settecenteschi realizzati dalla manifattura reale di Lilla in Fancia tra il 1715 e il 1720, con idilliaci episodi di vita agreste su sfondi paesistici. La sala oggi è utilizzata per le riunioni del Consiglio supremo di difesa, convocato almeno due volte all'anno dal Presidente della Repubblica e le presentazioni dei nuovi Ambasciatori accreditati presso il Quirinale, prima del colloquio con il Capo dello Stato nello Studio alla Vetrata. Quando il Quirinale era ancora una semplice villa, la cosiddetta Villa Gregoriana, questo ambiente fungeva da ampia anticamera che dava accesso alle stanze private del pontefice. In età napoleonica la sala fu divisa in due ambienti per ricavarne la stanza da letto dell'imperatore e un bagno. Rientrato in Quirinale Pio VII Chiaramonti fece ripristinare l'assetto precedente della sala e la fece decorare con soggetti religiosi. Alla fine dell'Ottocento la sala fu destinata a stanza da letto della regina Margherita, moglie di Umberto I. All'inizio del '900 divenne il salotto dei nuovi appartamenti imperiali e sulla volta furono inserite cinque tele del tardo Seicento che raffigurano scene mitologiche e divinità del mondo greco. Il caminetto, in porfido, è opera di Carlo Albacini, mentre le specchiere con cornici dorate e i fregi sopra le porte risalgono alla fine del XIX secolo. Il mobilio risale per lo più alla prima metà del Settecento, mentre il grande tappeto di Herat risale all'inizio dell'Ottocento.

-I GIARDINI, famosi per la loro posizione privilegiata che li costituiscono quasi come "isola" sopraelevata su Roma, furono nel corso dei secoli modificati a seconda dei gusti e delle necessità della corte papale .L'attuale sistemazione integra il giardino "formale" seicentesco prospiciente il nucleo originale del palazzo con il giardino "romantico" della seconda metà del Settecento, conservando di quell'epoca l'elegante Coffee House del Quirinale edificata da Ferdinando Fuga come sala di ricevimento di papa Benedetto XIV Lambertini, decorata dalle splendide pitture di Girolamo Pompeo Batoni e Giovanni Paolo Pannini.All'interno dei giardini del Quirinale si trova il famoso organo idraulico costruito fra il 1997 e il 1999 da Barthélemy Formentelli in base alle caratteristiche del precedente organo ottocentesco. I giardini hanno quasi 500 anni e sono più antichi di quelli di Versailles, ci sono prati , viali di ghiaia, alberi antichissimi come un gigantesco platano alto più di 40 m con un'età di 400 anni e per molto tempo è stato il più grande in Europa, ci sono cycas di grandi dimensioni , poi ci sono un ulivo cresciuto sulle rive del Giordano e donato al Quirinale, poi un abete proveniente dalla Scandinavia. Ci sono siepi lunghe 3,5 km e sono "all'italiana" cioè con la parte bassa di bosso e quella più alta, a parete, di alloro. In questi giardini i Reali avevano fatto installare un campo da tennis, sono rimasti solo gli spogliatoi ricoperti dal sughero per isolare chi si spogliava dal freddo esterno. Nel giardino ci sono fontane di epoche e di tipi molto diversi, come la Fontana delle Bagnanti proveniente dalla Reggia di Caserta. Sotto i giardini, attraverso una botola è possibile raggiungere gli scavi archeologici che hanno rinvenuto quanto resta dell'originario tempio al dio Quirino e alcune insulae di età imperiale.

-LA SALA DEGLI AMBASCIATORI. Adibita ad ambiente di ricevimento del corpo diplomatico accreditato in occasione di visite ufficiali di Capi di Stato esteri in Italia, è stata restaurata nel 2001, senza subire, però, gli stessi stravolgimenti e ricostruzione della precedente. Ha qui termine il ciclo di dipinti a contenuto biblico di Pietro da Cortona cominciato nella Sala gialla, accompagnati da affreschi più "laici" dell'Ottocento, raffiguranti le Virtù ed eseguiti tra il 1823 e il 1864 da Francesco MannoLuigi Cochetti e Tommaso Minardi.

-LA SALA DI RAPPRESENTANZA. Edificata da Carlo Maderno all'inizio del Seicento, si affaccia sul cortile interno e originariamente faceva parte dell'appartamento di papa Paolo V, fungendone da salotto. I medaglioni con figure allegoriche risalgono all'epoca napoleonica, mentre l'affresco della volta fu realizzato nel 1906 da Alessandro Palombi ed Ernesto Ballarini e riproduce i Frutti della pace. Le pareti sono ornate da grandi arazzi con le Storie di Don Chisciotte tessuti dalla Manifattura Reale di Napoli fra il 1757 e il 1779. Vi è anche un grande quadro di Francesco Mancini, intitolato La Castità punisce Amore. L'orologio, della metà del Settecento, recante la firma del grande ebanista Jean-Pierre Latz e proveniente dalla Villa Ducale di Colorno completa gli arredi col piccolo stipo in ebano mirabile esempio di artigianato veneziano del XVI secolo.

 

La guida ci ha riferito preziose particolarità circa gli arredi del Quirinale, ci è stata fatta notare la presenza di molti vasi cinesi che non sono mai stati rimossi come avrebbero dovuto ed anche la ricchezza di orologi preziosi risalenti ad epoche diverse ( alcuni di essi non erano presenti in quanto sono stati dati in prestito per la mostra “Il Tempo degli orologi” che si terrà presso il museo Poldi Pezzoli a Milano).

 

Noi ragazzi siamo rimasti colpiti dalla struttura del palazzo, dalle sue sale e dalle decorazioni ma, soprattutto, dall'aver potuto ammirare la copia originale della Costituzione italiana di cui quest'anno ricorrono i 70 anni della sua entrata in vigore (1 gennaio 1948). Dobbiamo pertanto essere riconoscenti al Comune di Forte dei Marmi e alla Fondazione Vittorio Veneto per averci dato l'opportunità di trascorrere alcune ore nel luogo dove si sono avvicendati ed hanno abitato la maggior parte dei Presidenti della nostra Repubblica.

 

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