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INCONTRO "LIBERA CONTRO LA MAFIA"

Nella giornata del 24 maggio 2018, presso l'Aula Magna del nostro liceo Chini-Michelangelo di Forte dei Marmi è avvenuto un incontro pomeridiano intitolato "Libera contro la mafia" dalla durata di un'ora , con validità di credito formativo e di orario di alternanza scuola-lavoro.

Libera è stata presentata come "un'associazione di un'associazione" ovvero come un'ente che interagisce con una vasta rete di società.

La confederazione è stata fondata nel 1995 da Don Luigi Ciotti, un prete di strada che ha dedicato la sua vita ai più bisognosi, creando inizialmente, il Gruppo Abele come aiuto ai tossicodipendenti, passando poi alla fondazione di Libera contro i soprusi delle mafie in Italia, per la cui realizzazione è stata fatta una raccolta firme al fine di istituire una nuova legge: la norma numero 109/96 che decreta l'uso sociale e pubblico dei beni confiscati alla mafie ed ha come obbiettivi principali ville, appartamenti e terreni.

I beni confiscati alle mafie e riutilizzati socialmente, oggetto di questo impegno ampio e diffuso, sono diventati così una sorta di "indicatore" dell'efficacia di strategia, strumenti e risorse impegnate sul versante della legalità, della giustizia sociale, dell'inclusione, della diffusione di una cultura della cittadinanza responsabile e dell'etica d'impresa.

Da tenere in considerazione, sono le associazioni del sud Italia che collaborano contro questo tipo di criminalità, poichè è un territorio dove la mafia è molto presente.

Un'altro tipo di reato, che questa organizzazione criminale compie è il "pizzo", ovvero una forma di estorsione praticata da Cosa Nostra che consiste nel pretendere il versamento di una percentuale o di una parte dell'incasso, dei guadagni o di una quota fissa dei proventi, da parte di esercenti di attività commerciali ed imprenditoriali, in cambio di una supposta "protezione" dell'attività stessa. I soggetti presi di mira sono costretti al pagamento attraverso intimidazione e minaccia di danni fisici, economici ed anche morali, che vengono effettivamente attuati in caso di mancato o ritardato pagamento, e che possono, in alcuni casi, arrivare alla distruzione fisica dell'attività o addirittura all'uccisione dell'imprenditore o di uno dei suoi familiari. Al sud, il pizzo è molto temuto, perciò si sta aprendo un'iniziativa di raccolta firme per poter incoraggiare gli imprenditori a non sottostare alla minaccia della mafia, garantendo una quantità di clienti che facciano i loro acquisti nel punto vendita il cui proprietario rifiuta il pagamento del pizzo.

E' stato un incontro molto interessante per noi perchè ci ha permesso di approfondire tematiche riguardanti la realtà sociale ed economica del nostro paese, dandoci la possibilità di riflettere su tematiche attuali molto importanti .

“Food for Thought” as the British would say.

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