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Il sublime e i romantici in versilia

IL SUBLIME E I ROMANTICI IN VERSILIA

Il concetto di "sublime" viene coniato, pur avendo origini classiche, nell'Ottocento, secolo del Romanticismo e di una scoperta dei valori emotivi e dell'inconscio degli artisti; questo può essere definito come "l'orrendo che affascina" in relazione alla natura, che ha la capacità di essere terrificante e violenta quanto bella, producendo forti impatti emotivi, che sono lo scopo degli artisti romantici.

La nostra Versilia, fu meta di vari poeti dell'età del Romanticismo, tra cui, due tra i più celebri poeti del Romanticismo inglese: Lord Byron e Percy Bysshe Shelley che, inizialmente, scelsero Pisa come città in cui trascorrere gli anni dei moti insurrezionali del 1821.

Byron, da Ravenna, si trasferì sul Lungarno Mediceo nel Palazzo Lanfranchi (oggi Palazzo Toscanelli, sede dell'archivio di Stato) dalle cui finestre si poteva vedere Palazzo della Chiesa, dove, al terzo piano, risiedeva Shelley già da qualche tempo. Byron, ogni giorno, insieme ad amici trasferitisi anche loro da Londra a Pisa come: Jane e Edward Williams, il capitano Hay, Shelley con la compagna Mary e un'avventuriero di nome Trelawny, vanno a cavallo per raggiungere la spiaggia di San Rossore e fare un bagno.

Il 25 Marzo, però, Byron viene accusato di aver dato inizio ad una carneficina durante il ritorno da un'abituale passeggiata insieme alla sua compagnia; viene così costretto a lasciare Pisa e a trasferirsi a Livorno. Nella sua nuova città, il poeta, prende in affitto numerose ville in cui organizza incontri con il meglio della buona società. A causa del suo carattere impetuoso però, ancora una volta, Byron fu costretto a lasciare Livorno, dopo una lite con Pietro Gamba e si trasferì a Genova.

L'amico e poeta Shelley, invece, rimase a Pisa con la moglie Mary, l'avventuriero Trelawny, i due Williams e gli altri amici. Improvvisamente però, il romantico inglese, si innamora della sedicenne Teresa Viviani, una ragazza della Robbia, reclusa dalla madre gelosa in convento. Shelley pensa di rapire la fanciulla per sposarla, lei però rifiuta e la moglie Mary convince il marito a lasciare Pisa per Lerici, salvando il suo matrimonio. Teresa poi, riuscirà ad uscire dal convento ed a sposare Luigi Biondi, uomo violento da cui poi divorzierà. La fanciulla morirà all'età di trentatre anni a causa di povertà. Shelley poco prima della morte dell'amata, perde la vita lungo la costa Viareggina, a causa di una violenta tempesta in mare, insieme a Edward Williams e al marinaio Charles Vivian, macchiando così la Versilia di una tragica disgrazia, avvenuta nel 1822.

Byron, insieme a Trelawny e il giornalista James Hunt, accorsero sulla spiaggia, dove affondò la goletta, recuperando, alcuni giorni dopo, il cadavere sfigurato di Shelley.

I tre amici fecero cremare il corpo del poeta sulla spiaggia di Viareggio, facendolo seppellire nel cimitero degli inglesi a Roma. Si narra però, che durante il rogo, Trelawny, riuscì a strappare il cuore dal petto di Shelley (che non riusciva a prender fuoco) e lo diede alla moglie della vittima, Mary; la quale lo custodì fino alla sua morte, per poi, farlo seppellire con lei a Bournemouth, in Inghilterra.

 

Bibliografia:

Alcuni siti internet e “Il Tirreno”

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