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I romantici e il sublime

I ROMANTICI E IL SUBLIME

 

In seguito agli studi approfonditi a scuola, su internet e negli articoli della testata giornalistica  ‘’Il Tirreno’’ riguardo il romanticismo e il sublime, la classe 4A si è documentata su come questi artisti abbiano valorizzato la natura con le loro opere.

 

Oltre al romanzo gotico “Frankenstein” di Mary Shelley, nell'estate del 1816, nel Canton Ginevra in Svizzera, furono composti due poemi di notevole importanza letteraria: Il canto tre del poema romantico il pellegrinaggio del giovane Aroldo di Lord Byron e Monte Bianco: versi scritti nella valle di Chamonix di Percy Shelley. Riflettono il vivo interesse dei loro autori per l’estetica del sublime. Lord Byron nel suo desiderio di mescere il suo spirito alle montagne, ai flutti dell’oceano e agli astri, riprende più di un secolo di manifestazioni di pensiero sul rapporto tra l’uomo e gli aspetti sia magnifici sia spaventosi della natura. Edmund Burke nel 1757 con l’inchiesta sul bello e il sublime include nel suo repertorio di oggetti ed eventi sublimi il “rumore delle immense cateratte e delle violente tempeste” e “i tuoni”. Il poema di lord Byron, con il suo focalizzarsi sui luoghi dall’aspetto vertiginoso e sui suoni del paesaggio alpino, culmina nel resoconto di un temporale da cui risulta evidente l’influenza esercitata sull’autore dall’opera di Edmund Burke. Attratto dal violento rumore del tuono, il poeta sogna di diventare parte del gigantesco terribile gaudio e di mescersi alla bufera e alla notte.

Questa voglia di diventare parte dell’alte giogaie, il firmamento e il mare è un importante aspetto della letteratura del periodo romantico. I confini tra la mente e la natura sono deliberatamente indistinti per riflettere il flusso di sensazioni che pervadono la sua mente.

 

NATURA TRA ARMONIA E IMPETO

Byron riprende nel poema narrativo  l'isolamento.  Lui viaggiando osservava le meraviglie della natura , e a differenza di Wordsworth , il quale , vedeva la natura come qualcosa di separato e superiore all'uomo , Byron vedeva la natura come un ingrandimento  della sua grandezza e follia. Per Byron, la natura non è stata una fuga dai suoi problemi; i vasti ghiacciai, valanghe e tempeste selvagge erano le lotte interne di Byron e gli ricordavano quanto sia pericolosa e meravigliosa un'opera come l'uomo.

LIBERTA’ NELLA NATURA

Per Shelley è importate sottolineare che il monte bianco è anche un simbolo di libertà politica. La connessione tra paesaggi sublimi e le idee di libertà si è formata durante il XVIII secolo, periodo storico in cui i paesaggi selvaggi e incolti dietro alle case di campagna rappresentavano libertà. I primi poemi di carattere topografico cercavano di contenere la potenza del sublime all’interno di ambientazioni pittoresche e concilianti, gli autori tardo romantici sembrano più disposti a esplorare le radicali implicazioni dei fenomeni naturali estremi. Wordsworth sembra nutrire un certo fascino per il piacevole orrore generato dalla sublime violenza.

 

 

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