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IIS Chini-Michelangelo - 'Giovani sentinelle della legalità'

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Le classi 1D, 2D, 3D del Liceo delle scienze umane Chini-Michelangelo, hanno incontrato l’Amministrazione di Forte dei Marmi, partener nel Progetto “Giovani sentinelle della legalità “ in collaborazione con la Fondazione Antonino Caponetto.

A Forte dei Marmi, le studentesse e gli studenti delle classi 1DSU, 2 DSU e 3DSU IIS Chini Michelangelo sono stati accolti nella bella sala di Villa Bertelli dall’assessora all’Istruzione, Anna Corallo, dal consigliere delegato alle Politiche giovanili, Alberto Mattugini, dalla consigliera delegata alle Pari opportunità, Sabrina Nardini, e dalla presidente del Consiglio comunale Simona Seveso.In apertura Anna Corallo ha salutato, anche a nome del sindaco, Bruno Murzi, giovani e insegnanti, le professoresse Maria Cristina Berti, Barbara Serio e Giulia Cupido, e li ha ringraziati dell’impegno con cui hanno affrontato il percorso educativo e ha ringraziato anche la fondazione per l’opportunità offerta a studenti e studentesse. Ha ricordato che l’amministrazione è molto interessata ai progetti di educazione alla cittadinanza e di recente ha promosso il Consiglio comunale dei ragazzi.

Dopo il saluto della Fondazione che ha illustrato brevemente l’articolazione del progetto e ha raccontato alcune esperienze in altre scuole, particolarmente significative per i temi affrontati e per le modalità e le indicazioni proposte, hanno preso la parola le ragazze del Liceo Chini-Michelangelo, le quali hanno scelto di occuparsi dei problemi di sicurezza fuori dai locali notturni della zona. Hanno raccolto le informazioni dal web e dai giornali e dal racconto di giovani sulle problematiche, anche gravi in qualche caso, che riguardano atti di disturbo e anche di violenza che si verificano in prossimità di discoteche e pub della riviera.

Nelle discoteche dei comuni di Pietrasanta, Camaiore, Forte dei Marmi e Seravezza, si sono verificati diversi episodi di violenza e anche incidenti di varia natura, negli ultimi anni, dovuti spesso all'uso delle droghe e dell'alcol in luoghi pubblici e nelle discoteche. I ragazzi hanno puntato la loro attenzione sulla forte carenza di illuminazione proprio nelle aree esterne ai locali notturni, carenza che favorisce i piccoli reati, i furti e le risse.

Hanno richiesto una maggiore illuminazione pubblica ma anche il coinvolgimento di chi gestisce i locali pubblici che dovrebbe provvedere al rispetto delle regole e alla sorveglianza. D'altronde le ragazze e i ragazzi fanno notare come manchino del tutto luoghi pubblici per le loro attività di aggregazione, strutture disponibili alle attività giovanili, importanti per arricchire il bagaglio culturale e per immaginare modi diversi per passare il tempo. I ragazzi sentono l'esigenza di un centro ricreativo dove prevenire la devianza, un luogo di ritrovo dove sia possibile tentare di intraprendere un percorso di maturazione lontano dalla strada.

Un secondo problema che i giovani del Michelangelo hanno posto all’attenzione, dopo aver effettuato un lavoro di ricerca e indagine, è quello relativo ai servizi offerti dall'Ospedale della Versilia, importante centro di sanità per i cittadini e i comuni, che serve un bacino di circa 160.000 abitanti che salgono a circa 500.000 in estate. Alcune problematiche che generano forte disagio tra gli utenti sono le lunghe liste di attesa, la mancanza di strumenti assegnazione di codici in pronto soccorso, carenza di personale, questi e altri problemi sono stati raccolti direttamente da cittadini che esprimono commenti negativi sui servizi.

Può l'amministrazione intervenire su queste problematiche? Questa la domanda dei ragazzi agli amministratori presenti.

Riguardo all'ospedale della Versilia, relativamente nuovo, che ha accorpato molte strutture precedenti, gli amministratori comunali hanno spiegato che i comuni non hanno potere sulle strutture sanitarie gestite dalle ASL che poi fanno capo alla Regione. Esiste comunque una Conferenza dei comuni della Versilia che prevede momenti di confronto istituzionale con la ASL.

Riguardo agli spazi, Alberto Maltusini, che ha ringraziato i giovani per aver affrontato il tema della sicurezza, riconosce che mancano aree di aggregazione, ma ha ricordato che vi è la biblioteca e che ci sono diversi corsi organizzati dal Comune che stanno avendo un buon successo, anche se non sono iniziative ideate dai giovani e da questi gestite. Ma proprio a strutture di questo tipo intendevano riferirsi le ragazze che hanno invitato all’audacia per poter immaginare luoghi di incontro cui poter gestire delle attività in libertà e responsabilità. E questa loro richiesta non è nuova, perché spesso ne abbiamo incrociato delle analoghe in altre scuole della Toscana e del Veneto in questi anni, e tutte insistono sull’urgenza di spazi liberi dall’obbligo del consumo e aperti all’esigente culturali e ricreative di ragazzi e ragazze.

Nel chiudere il bel confronto abbiamo invitato i giovani a condividere questa loro esigenza in modo che divenga patrimonio comune di coetanei e coetanee e con questo auspicio ci siamo dati appuntamento a Lucca, a palazzo Ducale dove incontreremo i rappresentanti della Provincia.

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