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I VALORI DELL’ANTIMAFIA AL LICEO SCIENTIFICO ATTRAVERSO IL RICORDO DI PEPPINO IMPASTATO

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Quando parlano degli argomenti che stanno loro a cuore, le persone che hanno passato la loro vita a combattere la mafia ed ogni tipo di sopruso riescono sempre a coinvolgere qualsiasi pubblico, perfino quello composto da giovani o adolescenti: è proprio quello che è successo giovedì 23 maggio 2019 al Liceo scientifico Michelangelo, dove gli studenti delle classi quinte hanno incontrato il giornalista Ivan Vadori e il fotografo Elia Falaschi, autori del libro “La Voce di Impastato”, che ripercorre la vita di Peppino Impastato, il giornalista siciliano ucciso quarant’anni fa dalla mafia, al quale il regista Marco Tullio Giordana ha dedicato il bel film “I cento passi”.

Giuseppe Impastato, nato da una famiglia mafiosa nel 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo, è riuscito a cambiare la sua vita diventando famoso per la lotta intrapresa contro la mafia, contro la sua stessa famiglia, nella quale ha combattuto per i valori e gli ideali da lui ritenuti giusti. Nel 1977 fondò “Radio Aut”, grazie alla quale denunciava i crimini e gli affari mafiosi che avvenivano a Cinisi e Terrasini, soprattutto quelli del capomafia Gaetano Badalamenti, che abitava a “cento passi” da casa sua, come era solito dire Peppino. A causa della sua coraggiosa operazione di verità il giovane giornalista fu ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, poco prima che si tenessero le elezioni, in occasione delle quali egli si era candidato come consigliere comunale.

Proprio delle sue idee e dei suoi valori hanno parlato i due relatori, che nel libro hanno documentato attraverso belle fotografie in bianco e nero i luoghi più significativi della vita del giornalista ed hanno seguito tutte le fasi dei processi e delle inchieste tenutisi in seguito alla sua morte: infatti, inizialmente gli inquirenti parlarono di suicidio, per le condizioni in cui venne ritrovato il cadavere, frutto di una messa in scena organizzata dai responsabili; in seguito, grazie all’impegno instancabile della madre e del fratello del giovane giornalista la verità piano piano è emersa, fino a quando l’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato ritenuto colpevole dell’ omicidio e condannato all’ergastolo.

Gli studenti hanno apprezzato molto questa opportunità di analizzare fatti importanti per la storia recente del nostro paese, come afferma uno studente della classe 5°C: “Conoscevo già l’argomento, ma ascoltare la voce di chi se ne è occupato in modo approfondito mi è stato molto utile”. “Vadori e Falaschi sono stati molto bravi e hanno parlato in maniera sentita, perché sono riusciti a coinvolgerci, anche se trattavano argomenti delicati”, afferma uno studente della V B. Come loro la pensa la maggior parte degli studenti, che hanno riconosciuto la competenza dei due relatori, derivata da dieci anni di studi, e il loro impegno nel difendere i valori umani e civili di Peppino Impastato.

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